Sarà l’autopsia effettuata ieri pomeriggio dalla dottoressa Sara Sablone nell’obitorio dell’ospedale di Policoro, a fornire i primi elementi oggettivi sulla morte di Nicola Scarascia, l’autotrasportatore di 52 anni trovato senza vita martedì mattina in località «Fosso Valle», nascosto in un fitto canneto a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Scanzano Jonico. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Policoro e del Comando provinciale di Matera, sono coordinate dal pubblico ministero Annunziata Cazzetta.

Secondo le prime indiscrezioni, una persona sarebbe stata interrogata dal magistrato ma ancora non risultano indagati. Solo l’esame autoptico potrà restituire elementi importanti su dinamica e cause della morte, quindi sulla natura esatta del reato da contestare. La salma, ritrovata nei pressi di un canale di bonifica a quattro giorni dalla scomparsa grazie al fiuto dei cani molecolari, si presentava in pessime condizioni per la presenza in zona di numerosi animali selvatici e pare che sul volto dell’uomo si presentassero vistose tumefazioni. Dopo una prima ispezione cadaverica, però, il medico legale non ha fornito alcuna indicazione sui motivi del decesso, ma al momento si indaga per morte violenta-omicidio, seppure ancora senza evidenze scientifiche su dinamica ed eventuali armi utilizzate. Poi ci sono i dati oggettivi: le tracce di Scarascia si sono perse nella mattinata di venerdì 8 maggio, quando l’uomo ha posteggiato la sua Volvo scura con targa tedesca in uno stallo del popoloso rione «Santa Sofia». Quindi ha prelevato un’importante quantità di denaro dal vicino bancomat, e nei pressi della farmacia i cani hanno perso le sue tracce. Il segno evidente che l’uomo potrebbe essere salito su di un’auto. Per questo gli inquirenti hanno visionato i filmati di tutte le telecamere di sorveglianza nella zona, a caccia di dettagli o passaggi di mezzi sospetti.