Sono ore cruciali per la soluzione del giallo sulla morte di Nicola Scarascia, l’autotrasportatore di 52 anni trovato senza vita martedì mattina in località «Fosso Valle», nascosto in un fitto canneto a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Scanzano Jonico. Nulla trapela sugli esiti dell’esame autoptico, effettuato mercoledì pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale civile di Policoro dalla dottoressa Sara Sablone della Medicina legale di Bari. La pista dell’omicidio è ormai acclarata, ma si vuole capire innanzitutto come sia stato ucciso Scarascia, con un’arma da taglio o da fuoco, oppure a mani nude, e da quante persone.
L’impressione è che i carabinieri del Nucleo investigativo della Compagnia di Policoro e del Comando provinciale di Matera, stiano per chiudere il cerchio delle indagini coordinate dalla pm Annunziata Cazzetta. Per questa ragione regna il più assoluto riserbo anche sui primi riscontri dell’autopsia, che normalmente richiede un tempo di sessanta giorni per conoscerne i dettagli.
Sono stati prelevati campioni di tessuti, la cui analisi servirà a datare in modo certo la morte, avvenuta molto probabilmente già nella serata di venerdì 8 maggio, giorno della scomparsa. Secondo le prime indiscrezioni, una persona sarebbe stata interrogata dal magistrato ma ancora non risultano indagati.






