Iniziati ieri presso la sede del Raggruppamento investigazioni scientifiche (Ris) dei carabinieri di Roma, gli esami irripetibili in contraddittorio tra le parti, sui reperti sequestrati all’unico indagato per l’omicidio di Nicola Scarascia, il 52enne di Scanzano Jonico, trovato senza vita lo scorso 12 maggio in un canneto di “Fosso Valle” a pochi metri dalla stazione ferroviaria. La richiesta è arrivata dalla pm Annunziata Cazzetta, che coordina le indagini per la Procura di Matera, dopo il sequestro di una Mercedes bianca intestata a una parente dell’indagato, ma in uso a lui, due giubbotti e un cappello, oltre a una cicca di sigaretta repertata nell’auto della vittima, una Volvo con targa tedesca, che aveva posteggiato nel rione “Santa Sofia”, perché di una marca diversa da quelle che fumava abitualmente l’uomo. Nella Mercedes bianca potrebbero esserci segni biologici del passaggio di Scarascia, visto che i cani molecolari hanno perso le sue tracce a pochi metri dalla sua auto e dallo sportello bancomat, dove aveva prelevato una cospicua quantità di denaro. L’uomo è salito certamente su di un’auto che lo ha portato sul luogo del delitto, o è stata essa stessa teatro del delitto.