Proseguono le indagini sulla morte dell’autotrasportatore Nicola Scarascia a Scanzano Jonico. Sotto esame indumenti sequestrati e telefoni. Autopsia conferma asfissia, resta il mistero sul movente

SCANZANO – Indagini in corso, anche se a ritmo poco serrato. Almeno in apparenza. Gli inquirenti sono al lavoro, sotto traccia, per cercare di far luce sulla morte di Nicola Scarascia, l’autotrasportatore di cinquantadue anni di Scanzano Jonico ritrovato senza vita, il 12 maggio scorso, in località Fosso Valle, nell’area scanzanese.

L’attenzione di chi indaga, al momento, si starebbe concentrando su alcuni indumenti (due giubbini e un cappello) sequestrati all’unica persona iscritta nel registro degli indagati e sottoposti ad analisi da parte del personale addetto, allo scopo di individuare eventuali tracce o altri indizi in grado di fugare i tanti dubbi che ancora avvolgono la scomparsa prima e la morte poi di Scarascia.

OMICIDIO NICOLA SCARASCIA A SCANZANO, LE INDAGINI SU UNICO SOSPETTATO

Un vero e proprio giallo quello che ha scosso la comunità di Scanzano Jonico ma che, tuttora, non sembra aver trovato risposte in grado di aprire vere e proprie piste o, quantomeno, ipotesi pertinenti sui fatti accaduti tra il 9 maggio (il giorno della sparizione) e il 12 (in cui è avvenuto il ritrovamento del cadavere).