Bologna, 3 luglio 2026 — Il trapianto di fegato potrebbe diventare una nuova arma contro una delle forme più difficili da trattare del tumore del colon-retto. È questo l'obiettivo di LiT-Met, un progetto europeo da quasi 10 milioni di euro guidato dal Policlinico Sant'Orsola e dall'Università di Bologna, che punta a dimostrare come il trapianto possa offrire prospettive di sopravvivenza migliori rispetto alle attuali strategie chirurgiche nei pazienti con metastasi epatiche selezionate.

Finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Horizon Europe, il progetto coinvolge una ventina di università, ospedali e centri di ricerca di 12 Paesi: oltre all'Italia, partecipano Austria, Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Germania, Danimarca, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Ungheria. Il coordinamento scientifico è affidato al professor Matteo Ravaioli, mentre Bologna ospiterà il 6 e 7 luglio il primo incontro operativo dei partner internazionali.

L'obiettivo è ribaltare un paradigma consolidato. Per molti anni il trapianto di fegato è stato considerato una terapia controindicata nei pazienti con metastasi da tumore del colon-retto. Oggi, grazie ai progressi della chirurgia, della selezione dei pazienti e delle cure oncologiche, quella strada viene nuovamente presa in considerazione come possibile alternativa alla resezione epatica nei casi più complessi.