Il collegio del Tribunale di Viterbo ha condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi di reclusione un 40enne per violenza sessuale pluriaggravata sulla figlia 15enne di un amico. L’avrebbe stuprata in un parcheggio del Viterbese.
Immagine di repertorio IStcok
Sei anni e quattro mesi di reclusione è la condanna che il collegio del Tribunale di Viterbo ha stabilito in primo grado nei confronti di un uomo di quarant'anni di origine ecuadoriana, a processo per violenza sessuale pluriaggravata su una ragazza minorenne. I fatti risalgono alla notte tra sabato 20 e domenica 21 gennaio 2024. La vittima è una quindicenne, mentre il presunto autore degli abusi è un amico di famiglia e padre dell'ex fidanzato della sorella di lei.
L'uomo, difeso dagli avvocati Caterina Boccolini e Monica Fortuna, è stato anche condannato a pagare una provvisionale di 10mila euro, ossia una somma di denaro da devolvere alla parte civile, immediatamente esecutiva. Inoltre il giudice ha stabilito un risarcimento, che dovrà essere quantificato in sede civile. Nei suoi confronti il pubblico ministero Flavio Serracchiani aveva chiesto una condanna a sei anni e anni e quattro mesi, che i giudici hanno accolto. La vittima, oggi diciassettenne, è rappresentata dall'avvocato Daniele Nobili, nominato dal sindaco di Ronciglione. Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine al momento in cui si sarebbero verificati gli abusi la giovane era andata a cena con i suoi genitori, per poi fermarsi con loro in un bar non molto distante da casa. All'interno del locale la ragazza ha incontrato l'imputato, che con una scusa l'avrebbe portata nel parcheggio. Lo stupro sarebbe avvenuto proprio nell'area di sosta. L'uomo, com'è emerso dal racconto della giovane in sede d'incidente probatorio, avrebbe approfittato del fatto che avesse bevuto dell'alcol, per costringerla ad avere un rapporto sessuale.







