Giustizia
Il caso non è questione di clemenza verso un pluriomicida, ma di coerenza (e di umanità). La valutazione di un fascicolo può essere rivista in base all’ufficio che lo riapre
Stefano Giordano
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Cesare Battisti resta quello che è: un pluriomicida, latitante per 37 anni, che ha materialmente premuto il grilletto in almeno due dei quattro delitti per cui sconta l’ergastolo. Nessuna riga di questo pezzo è scritta per lui. È scritta contro un apparato che, sulla stessa identica domanda – «ha compiuto una rivalutazione critica del proprio passato?» – fornisce risposte opposte a distanza di pochi mesi, senza che sia intervenuto alcun fatto nuovo.









