Si terrà il 16 luglio, davanti al Tribunale di Sorveglianza di Genova, la discussione del reclamo presentato, tramite i suoi legali, da Cesare Battisti, l'ex Pac condannato all'ergastolo per quattro omicidi negli anni '70 e che si è visto respingere una richiesta di poter vedere il figlio minore per due ore, e sotto controllo, fuori dal carcere di Massa.
La decisione con cui il magistrato di Sorveglianza della cittadina Toscana ha negato il permesso, sebbene Battisti abbia riconosciuto le sue responsabilità e scontato oltre 17 anni di pena, è dello scorso 28 aprile ed è motivata con il pericolo di evasione. Per Davide Steccanella, suo difensore storico, si tratta di un "provvedimento di rara inciviltà".
Arrestato nel gennaio 2019 in Bolivia e consegnato all'Italia per espiare la condanna per i quattro omicidi commessi negli anni Settanta, dopo 37 anni di latitanza trascorsa in gran parte in Brasile, Battisti dopo l'estradizione era stato raggiunto dalla moglie e dal figlio dodicenne. L'ex appartenente ai Pac, ora ultrasettantenne, aveva chiesto di vedere il ragazzino fuori dalla casa di reclusione con un permesso di due ore in un ambiente diverso da quello carcerario. Istanza che ha avuto il parere negativo della Direzione centrale di polizia di prevenzione del Ministero dell'Interno e della Dia ed è stata negata dal giudice di sorveglianza.






