L'ex Pac condannato all'ergastolo per 4 omicidi negli anni '70, si è visto respingere una richiesta di poter vedere il figlio 12enne per due ore. L'avvocato Steccanella: "Provvedimento di rara inciviltà"
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Cesare Battisti, l'ex Pac condannato all'ergastolo per quattro omicidi negli anni '70, si è visto respingere una richiesta di poter vedere il figlio minore per due ore in un ambiente diverso da quello del carcere. Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Genova, davanti a cui i difensori di Battisti, Davide Steccanella e Marina Properi, hanno opposto un reclamo. Spiega l'avvocato che quello della sorveglianza, il tribunale che si occupa dei detenuti e prende le decisioni rispetto ai permessi, tra le altre cose, si tratta di un "provvedimento di rara inciviltà". L'udienza si terrà il 16 luglio.La storia di Cesare BattistiArrestato nel gennaio 2019 in Bolivia e consegnato all'Italia per espiare la condanna per i quattro omicidi commessi negli anni Settanta, dopo 37 anni di latitanza trascorsa in gran parte in Brasile, Battisti dopo l'estradizione era stato raggiunto dalla moglie e dal figlio dodicenne. L'ex appartenente ai Pac, ora ultrasettantenne, aveva chiesto di vedere il ragazzino fuori dalla casa di reclusione con un permesso di due ore in un ambiente diverso da quello carcerario.






