La cultura del vino entra in aula. Per insegnare ai giovani a divulgarla in tempi di Ia e formare, in particolare, i professionisti del Sangiovese nel secondo Millennio. Con questo obiettivo da lunedì prossimo a Montalcino, in provincia di Siena, Val d’Orcia, terra da secoli votata e vocata alla miglior produzione enologica italiana, iniziano le lezioni della Summer school di Sanguis Jovis, Alta Scuola di Formazione sul Sangiovese di Fondazione Banfi, un appuntamento “classico e innovativo” del vino italiano. Venti allievi, selezionati fra i migliori studenti e professional, sono seduti “ai banchi” per 5 giorni, come gli oltre venti docenti presenti, per seguire un programma didattico e culturale, fatto di lezioni, seminari, esercitazioni, degustazioni, visite e dibattiti, nel palcoscenico di Montalcino, cuore del Sangiovese.

Non a caso, infatti, nasce proprio in questo spicchio di Toscana, nel 2017, il primo Centro studi permanente sul Sangiovese, grazie ad un’idea di Fondazione Banfi, creata e presieduta da Rodolfo Maralli, con l’obiettivo di promuovere, valorizzare e diffondere la filosofia e la cultura legate al mondo del vino, senza finalità di lucro, a livello nazionale ed internazionale, attraverso lo studio, la ricerca e la divulgazione anche delle pratiche viticole ed enologiche dall’antichità all’attualità. Attualità sempre più viva e vivace, se si guarda solo al tema scelto quest’anno per la Summer School, ideato e sviluppato, dal presidente di Sanguis Jovis, il professor Attilio Scienza, e dal direttore scientifico, il professor Alberto Mattiacci, figure di riferimento nel panorama accademico italiano: Artificiale: quando la mano dell’uomo migliora la natura. “In un tempo in cui l’Intelligenza artificiale occupa il centro del discorso pubblico e delle emozioni collettive, il termine artificiale rischia di essere ridotto a una sola delle sue accezioni, per l’appunto quella più recente, di stampo tecno-informatico”, spiegano i prof, “invece la parola custodisce un significato ben più ampio e profondo, antico e dinamico, che rimanda direttamente alla scienza e alla sua utilità distintiva: potenziare la capacità dell’uomo di comprendere la natura e di intervenire con intelligenza e tecnica -cioè con arte- per fare ciò che meglio conviene”.