Seggiano (Grosseto), 29 giugno 2026 – Poco sotto quota mille, tra sabbie vulcaniche e neve, nasce il vino del futuro.
’Bakkanali’, così si chiama l’azienda biodinamica fondata da Ugo Fabbri e Sebastian Nasello, è una giovane realtà imprenditoriale che ha trovato casa alle pendici del Monte Amiata, a Poggioferro, nel territorio comunale di Seggiano. I loro vigneti sorgono tra i 600 e gli 800 metri di altitudine, su suoli vulcanici e ricchi di minerali. Una scelta strategica per cercare terreni freschi in risposta ai cambiamenti climatici che stanno ridefinendo il paesaggio vitivinicolo globale, spingendo le aziende verso altitudini più elevate e latitudini settentrionali.
Il problema del caldo per i produttori di vino
L’aumento delle temperature e le mutazioni dei pattern climatici rappresentano infatti una sfida significativa per molte aree storicamente vocate per la produzione del vino. Uno studio pubblicato dall’autorevole rivista scientifica ’Nature’, ha rilevato che fino al 70% delle attuali regioni produttrici di vino nel mondo potrebbe non essere più idonea alla viticoltura a causa dell’innalzamento delle temperature. In Italia, in particolare, rischia di sparire circa il 90% delle attuali zone produttrici di vino in pianura e nelle zone costiere.







