Va benissimo Paolo Maldini direttore tecnico azzurro, anzi: nessuno più di lui può incarnare una figura al di sopra delle parti, stimata anche da chi l’ha avuto come avversario, esempio di comportamento fuori dal campo e capace di dimostrare le proprie capacità di dirigente con i fatti, come sanno bene i tifosi milanisti. Va benissimo anche che il tecnico sia scelto tra Antonio Conte, che al momento sembra favorito, e Roberto Mancini: entrambi hanno già dimostrato di sapere fare bene anche i ct, che è un mestiere molto diverso da quello degli allenatori di club. E comunque sarà il dt a decidere, immaginiamo.

L’unica cosa che forse sarebbe meglio precisare prima riguarda l’appoggio dei club, che dovrà andare ben oltre questa fase di nomine dei nuovi responsabili delle strutture azzurre. Fa piacere che le società siano pronte a mettere mano alle casse per aiutare ad ingaggiare un ct come Conte che viaggia a ingaggi più alti del consueto per i bilanci federali. Ma più dei soldi, che pure sono importanti, senza ipocrisia, sarebbe importante vedere una collaborazione vera anche sui calendari, sull’impiego degli italiani in campo, su forme concrete di valorizzazione dei nostri talenti (che ci sono). Perché Malagò ha le idee chiare e i nomi che stanno circolando in queste settimane sono tutti di primissimo livello. Ma il consiglio della Figc è lo stesso che aveva Gravina.