Riceviamo e pubblichiamo la replica di Antongiulio Lombardi, direttore affari regolamentari Wind Tre, all’articolo a firma di Sergio Boccadutri apparso su Formiche.net. La tesi, scrive Lombardi, non regge se la si guarda dal punto di vista del mercato, della concorrenza e degli effetti sui clienti finali
Un recente articolo pubblicato su Formiche.net da Sergio Boccadutri sostiene che l’adeguamento dei listini FiberCop avrebbe “basi solide”, inserendosi in un acceso dibattito sul tema. La tesi, però, non regge se la si guarda dal punto di vista del mercato, della concorrenza e degli effetti sui clienti finali.
Ma procediamo con ordine alla disamina completa di quanto sostenuto nel testo citato.
“FiberCop è wholesale-only, quindi il rischio concorrenziale scompare”
È il primo punto debole dell’argomentazione. È vero che Agcom ha riconosciuto FiberCop come operatore wholesale-only, rilevando che FiberCop e KKR non operano direttamente nel retail italiano e non hanno partecipazioni in società retail di comunicazioni elettroniche. Ma da ciò non discende che ogni rischio concorrenziale “per definizione scompare”. La stessa Agcom ha confermato FiberCop come operatore con significativo potere di mercato nelle aree non pienamente concorrenziali e ha imposto obblighi di accesso, non discriminazione e prezzi equi e ragionevoli. Inoltre, l’Autorità si è riservata di rivedere gli obblighi in qualsiasi momento se emergono problemi di concorrenza a danno degli utenti finali. Dunque il rischio non è sparito: è stato ritenuto gestibile solo a condizione di mantenere vigilanza regolatoria.








