di Andrea Muzzolonvenerdì 3 luglio 20263' di letturaDiecimila. Quasi diecimila assunzioni a tempo indeterminato. Ma anche diecimila risposte a quanti davano il mandato di Carlo Nordio ormai per finito. Dopo la sconfitta al referendum del 22 e 23 marzo, da sinistra si invocavano le dimissioni del ministro della Giustizia. Chi in modo più velato, chi sparando a palle incatenate. «Il ministro Nordio non può fare finta di niente, sarebbe necessario si dimettesse», attaccava il leader di Avs Nicola Fratoianni. «Se il ministro intende assumersi la responsabilità politica della pesante sconfitta subita con il referendum, allora tragga le conseguenze e si dimetta», gli faceva eco il sodale Angelo Bonelli. «A che ora si dimette Nordio?», ironizzava il fantasma europeista Riccardo Magi. E così via. Ma dal Guardasigilli non c’è mai stato un tentennamento. Fin dal minuto dopo la vittoria del No, ha rimar c a t o l’intenzione di proseguire fino alla fine della legislatura: troppi i dossier ancora sul tavolo. Dall’efficientamento della giustizia, ai concorsi per completare la pianta organica dei magistrati, fino alla stabilizzazione del personale del Pnrr. E proprio ieri, Nordio ha dato seguito al suo impegno. In mattinata in vai Arenula - sede del Ministero - c’è stato un gran via vai: assistenti e funzionari Pnrr si sono presentati per firmare finalmente il tanto agognato contratto a tempo indeterminato.LA PORTATA
Assunzioni nella Giustizia: 10mila schiaffi ai gufi | Libero Quotidiano.it
Diecimila. Quasi diecimila assunzioni a tempo indeterminato. Ma anche diecimila risposte a quanti davano il mandato di Carlo Nordio ...






