di
Giovanna Cavalli
Intervista alla giornalista: «Con il mio salotto tv anticipai Porta a Porta. A Craxi davo del tu, Cossiga si imbucava alle feste. E Bossi in bagno usava le saponette verdi»
Il talismano di Silvio Berlusconi. «Notai che portava sempre al polso un orologio d’oro giallo, vecchiotto, di poco pregio. “Come mai, Presidente?”. Lui si tirò su la manica della camicia e me lo mostrò orgoglioso. “Era di mio padre. Glielo regalai con i primi soldi che ho guadagnato, in punto di morte volle che tornasse a me. Quando lo indosso mi sento invincibile”». Tipo Superman. «Incuriosita, gli chiesi: “E quindi a sua volta lei lo donerà a Pier Silvio?”. “No, lo darò a Luigi”. Allora il ragazzo aveva sì e no 14 anni. Però il padre già provava per lui grande ammirazione.“È ancora piccolo, ma vedrete, vi stupirà”. Credo che quell’orologio oggi lo abbia lui». Erano i tempi ruggenti di TeleCamere, primo salotto politico in tv (1994-2014, su Rai2, poi su Rai3), con una sola indiscussa e potentissima padrona di casa: Anna La Rosa, custode di piccoli e grandi segreti di potenti e peones della Seconda Repubblica, che da lei si presentavano in devoto pellegrinaggio. Però prima di procedere al revival, c’è da svelare un mistero attualissimo.








