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È venuta a mancare lunedì all’età di 77 anni. Conobbe "il Presidente" nel 1982 e restò con lui fino al 2010. Decise tutto: dai jeans di Barbara, Eleonora e Luigi fino all’arredo della scrivania dei videomessaggi .

Era l’inizio degli anni ‘90 quando vidi arrivare in redazione Mity Simonetto, che fino ad allora conoscevo perché faceva parte dell’ufficio stampa di quella che ancora si chiamava Fininvest, se non ricordo male si occupava di Italia 1 e forse di ‘Buona domenica’. Era una signora elegante e discreta, di classe, che si distingueva subito per il portamento signorile. Mi chiese se poteva visionare le foto di Silvio Berlusconi che avevamo in archivio al Giorno. Non sapevo ancora che il Cavaliere – che fino ad allora avevo conosciuto solo come patron televisivo – aveva in animo di entrare in politica, perciò rimasi sorpreso. Passai la richiesta ai superiori e non ci pensai più. Solo dopo qualche tempo venni a sapere che era diventata la curatrice dell’immagine del Presidente, come lo chiamava lei, e da allora la vidi sempre più raramente. Mity Simonetto è morta lunedì a 77 anni, dopo aver seguito Berlusconi – anzi, il Presidente – fino al 2010. Era figlia di una ballerina della Scala e del direttore pubblicità della Snia, era entrata in Fininvest nel 1982 nel ruolo, appunto, di addetta stampa, fino all’incontro che le trasformò l’esistenza. Discreta come sempre, lo aveva raccontato in pochissime interviste, intrise di un’autentica venerazione per il capo. Quando seppe che Berlusconi cercava qualcuno che gli curasse l’immagine, si presentò alla selezione. Raccontò: "Ti guardava fisso per capire se avevi le bollicine. Ti scandagliava l’aura e l’anima, capiva subito se valevi o se eri un cretino. Anche se io gli ho visto tirare fuori del sale anche da dei cretini monumentali. L’esame durò 10 minuti. Mi chiese due o tre cose e poi mi disse: “Le va bene se cominciamo domani?“. Avevo un buon curriculum, sapevo tre lingue ed ero in Fininvest dal 1982, ma fuori c’erano tante altre candidate". Per i tre giorni successivi nessun contatto, poi una telefonata: "Buongiorno signora, qua non si comincia?". Così iniziò a partecipare alle riunioni di Forza Italia ad Arcore, "c’erano l’inno, l’idea e poco altro. Ogni tanto entravano Barbara, Eleonora e Luigi, che erano dei bambini. Giravamo alle 6 del mattino perché poi il Presidente aveva mille impegni". Iniziò così un sodalizio durato vent’anni, Berlusconi si fidava ciecamente del suo buon gusto. Mity Simonetto collaborò ingegnosamente a costruire i set da cui il Presidente girava i suoi video: le foto di famiglia raccolte alle spalle della famosa scrivania, le luci, l’inquadratura, i vestiti, il trucco, anche se lei non amava la cipria e invece il Cavaliere se la metteva di nascosto. Una volta fece acquistare jeans per i bambini, perché avevano solo vestiti eleganti: voleva costruire un’immagine più familiare, normale e rassicurante. Inventò dal nulla un mestiere che – almeno a livello politico – non esisteva: il curatore d’immagine, colui che dipinge intorno al suo protetto l’universo più o meno immaginario che lo definisce. Seguì Berlusconi fino al 2010, quando cominciarono ad affacciarsi i primi scandali delle cene eleganti. Lei, che elegante era davvero, si ritrasse nell’ombra. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 chiesa di San Camillo a Milano.