L’indagine era partita dopo un controllo di routine della Guardia di finanza (. foto d’archivioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSi era appropriato di una cospicua somma di denaro dai conti di una società per la quale rivestiva il ruolo di curatore fallimentare. A nulla sono valsi sia la restituzione di gran parte dei denari sottratti – avvenuta sei anni dopo – così come il patteggiamento davanti al giudice per le indagini preliminari Mario De Bellis, pari a un anno e dieci con la sospensione condizionale della pena per il reato di peculato: per un commercialista spezzino di 66 anni, nei giorni scorsi, è arrivata anche la sentenza della Corte dei Conti, che lo ha condannato al risarcimento del danno in favore del ministero della Giustizia, pari a 52.229,68 euro, ovvero il doppio della somma sottratta. I fatti affondano le radici nel 2016, quando il commercialista, in qualità di curatore fallimentare di una società spezzina, si era appropriato della somma di 26.114,84 euro, spettanti alla procedura fallimentare, versandoli sul proprio conto corrente bancario e trattenendoli per anni prima di riversarli a favore dell’Inps, creditore avente titolo.