HomeMassa CarraraCronacaCredito non provato. Condannato istitutoGrazie al legale Pedonese un cittadino non dovrà restituire 40mila euroIl legale Federico PedoneseRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl Tribunale ha condannato una primaria società cessionaria del credito a rifondere integralmente le spese di giudizio ammontanti ad oltre 5mila euro a un cittadino che si era visto azionare un atto di precetto portante la somma di poco meno di 40mila euro. La vicenda nasce a seguito della presunta cessione di un credito a sofferenza intestato ad una società derivante da alcuni rapporti di finanziamento e di conti correnti all’epoca stipulati con un primario Istituto di Credito a livello nazionale all’interno dei quali il cittadino si era reso garante e fideiussore in virtù di due distinte fideiussioni. Tali posizioni, che nel corso degli anni erano state passate a sofferenza, venivano poi fatte oggetto di cessione ad una delle tante società di cartolarizzazione del credito. "Così il mio cliente – racconta il legale Federico Pedonese –, come tantissime persone in tutta Italia, a distanza di quasi dieci anni dall’apposizione a sofferenza della posizione, riceveva un atto di precetto di pagamento di quasi 40mila euro correndo fra l’altro il serio rischio di subire la susseguente azione esecutiva". A quel punto il massese si è affidato al legale per difendere le sue ragioni per opporsi all’azione intrapresa dalla società di cartolarizzazione dei crediti. E dopo circa un anno e mezzo dall’introduzione del giudizio avuto ragione: con sentenza emessa del 12 giugno è stata integralmente accolta l’opposizione al precetto sulla base del fatto che la società di cartolarizzazione del credito non aveva mai prodotto all’interno del procedimento e in tutti gli atti di causa alcun contratto di cessione che la legittimasse ad ottenere il pagamento della somma precettata.