HomeModenaCronacaFinanza scopre maxi evasione. Sequestrati beni per 1,2 milioniCarpi, l’indagato è l’amministratore di due società ’fantasma’ di ricambi meccanici con sede a San MarinoLo schema di frode, secondo gli inquirenti, si è concretizzato nell’omissione totale di qualsiasi adempimento fiscaleRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn ufficio fantasma a Carpi, una sede legale di comodo nella Repubblica di San Marino e un ‘tesoro’ nascosto tra orologi, gioielli e un’auto d’epoca: la Procura di Modena ha colpito un sistema di frode fiscale internazionale da oltre 1,2 milioni di euro, facente capo ad un imprenditore carpigiano. La Guardia di Finanza di Modena ha eseguito un sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie e beni mobili nei confronti dell’uomo per i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. L’indagato è amministratore di due società operanti nel settore della commercializzazione di pezzi di ricambio di automezzi, che solo formalmente hanno sede a San Marino, ma di fatto operanti sul territorio nazionale.
Le indagini, svolte dalla Compagnia di Carpi, hanno avuto origine dalle verifiche fiscali e hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un meccanismo fraudolento finalizzato all’evasione delle imposte attraverso la ‘esterovestizione societaria’. Lo schema di frode, secondo gli inquirenti, si è concretizzato nell’omissione totale di qualsiasi adempimento fiscale da parte dei due soggetti economici, formalmente con sede nello Stato del Titano, ma di fatto gestiti commercialmente e finanziariamente dall’Italia, prima al domicilio dell’indagato e, in seguito, presso un ufficio di Carpi, mai dichiarato al fisco. Le investigazioni hanno inoltre consentito di ipotizzare che l’imprenditore, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte avesse alienato simulatamente e compiuto atti fraudolenti su beni di proprietà di una delle società, per opporsi alla riscossione coattiva. Data l’esistenza di disponibilità finanziarie in istituti di credito di San Marino, sia da parte dei soggetti giuridici che dell’indagato, si è attivato il canale della cooperazione giudiziaria per l’esecuzione contestuale della misura cautelare anche all’estero: sono stati sottoposti a sequestro conti correnti, conti titoli, altre disponibilità finanziarie e beni mobili per un valore complessivo pari a circa 250.000 euro, tra cui un’autovettura d’epoca, gioielli, orologi di pregio e altri oggetti di valore detenuti in una cassetta di sicurezza a San Marino. L’imprenditore non è nuovo a tali vicende: nel 2024 era stato sottoposto a indagine per omessa dichiarazione fiscale in altro procedimento penale, conclusosi con sentenza di condanna a gennaio, con contestuale confisca di beni nella disponibilità dell’imputato per un valore corrispondente a oltre 650mila euro.










