Armi sempre più facili da reperire, baby gang intrecciate alla camorra, tecnologia e videosorveglianza sulle quali bisogna investire per prevenire e reprimere la violenza. Dopo gli ultimi episodi avvenuti a Napoli, compreso quello di piazza Montesanto con rissa, spari e un uomo armato di kalashnikov tra la folla, il questore Maurizio Agricola traccia a Sky tg24 un quadro della situazione.

L’uomo col kalashnikov e i fermi

Secondo il questore, la risposta investigativa è la “La dimostrazione della conoscenza approfondita dei fenomeni delinquenziali e delle realtà territoriali, che ha consentito di arrivare ai responsabili nell'arco di 24 ore”, spiega. A meno di 24 ore dalla rissa culminata con gli spari e con un uomo armato di kalashnikov tra la folla lunedì sera, la polizia aveva già eseguito tre fermi e un arresto, oltre a sequestrare il fucile d'assalto e la pistola usata da uno dei fermati per sparare in aria.

Baby gang e camorra intrecciate

Sul fenomeno delle cosiddette baby gang, il questore invita a superare una distinzione netta con la criminalità organizzata. I due mondi, osserva, sono spesso intrecciati: da un lato giovani inseriti in contesti familiari legati alla camorra, dall'altro ragazzi che, pur provenendo da ambienti diversi, finiscono per entrare nelle dinamiche criminali e a cercare di scalare le gerarchie.