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22 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:56
“I minori diventano carne da macello e utili idioti per il crimine” se il contesto li indirizza verso quella direzione. Lo dice il procuratore di Napoli Nicola Gratteri a margine di una conferenza stampa su 17 arresti della Dda a Santa Maria Capua Vetere. Inchiesta da cui emerge che i ‘metodi’ di lavoro della camorra del Casertano sono tornati ad essere simili a quelli dei clan del napoletano: guerre armate per il controllo delle piazze di spaccio, stese, uso di minorenni pronti a tutto, segnati dalla provenienza familiare, eredi di un percorso tracciato dagli adulti della famiglia. “E’ il risultato di una serie di concause – sostiene Gratteri – la carenza educativa, poco terzo settore e anche perché dal punto di vista normativo il minore rischia meno, è meno strutturato sul piano psicologico, quindi viene arruolato come carne da macello, come utile idiota, per trasportare e vendere cocaina, per trasportare armi e andare ad ammazzare. Il coinvolgimento dei minori è ormai un trend nazionale: costano di meno, comportano meno rischi dal punto di vista penale e, infine, per temperamento nascono e si nutrono della cultura mafiosa”.







