La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per non aver condotto un'indagine efficace sul presunto uso eccessivo della forza da parte della polizia nei confronti di un tifoso della Sambenedettese, rimasto gravemente ferito al termine della partita contro il Vicenza del 5 novembre 2017.Protagonista della vicenda è Gianluca Fanesi allora 44enne. Secondo la sua versione, al termine dell'incontro il pullman che stava riportando i tifosi marchigiani a San Benedetto del Tronto fu attaccato dai sostenitori vicentini. Fanesi scese dal mezzo insieme ad altri tifosi e, tra la confusione dei tafferugli, si trovò tra una recinzione e un furgone della polizia: è qui che, sempre secondo il suo racconto, alcuni agenti lo colpirono con un manganello alla nuca. Un video girato da un residente della zona, diffuso in seguito dalla trasmissione "Le Iene", mostrerebbe l'uomo camminare con le braccia alzate verso i pullmini poco prima di essere raggiunto alle spalle. La Questura di Vicenza, nelle prime ricostruzioni, aveva invece parlato di una caduta accidentale, con l'uomo che si sarebbe procurato le ferite inciampando durante la fuga.Il colpo procurò a Fanesi lesioni serie, che richiesero tre interventi chirurgici e un ricovero in coma farmacologico. Secondo quanto riportato nella sentenza della Corte di Strasburgo, l'uomo convive ancora oggi con conseguenze permanenti: fasi di agitazione psicomotoria, difficoltà nel controllo delle reazioni emotive, disturbi della memoria e dell'attenzione, un'alterazione del linguaggio che compromette anche la comprensione di messaggi complessi.Per i giudici europei, “date le circostanze particolari del caso, l'indagine condotta dalle autorità giudiziarie non è stata sufficientemente approfondita”, e “il governo non ha dimostrato in modo soddisfacente che le lesioni riportate dall'uomo siano state dovute esclusivamente a fattori diversi dai maltrattamenti inflitti dagli agenti di polizia con i manganelli”. La Corte ha ritenuto che Fanesi abbia subito un trattamento inumano e degradante, in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e ha disposto che l'Italia gli versi 100 mila euro per danni materiali, 30 mila per danni morali e 20 mila per le spese legali, per un totale di 150 mila euro. La sentenza diventerà definitiva se le parti non richiederanno, o non otterranno, il rinvio del caso alla Grande Camera della Corte.Il caso Fanesi si inserisce in un elenco già lungo di condanne subite dall'Italia a Strasburgo per violenze attribuite alle forze dell'ordine e per le indagini interne giudicate inadeguate: dal caso Cestaro, relativo all'irruzione alla scuola Diaz di Genova nel 2001, a numerosi altri episodi di presunti abusi in contesti di ordine pubblico.Sulla sentenza è intervenuta la senatrice di Alleanza verdi-Sinistra Ilaria Cucchi: “La Corte europea dei diritti dell'uomo, Cedu, ha condannato nuovamente l'Italia per l'ennesimo episodio di maltrattamenti da parte delle forze di polizia e per come sono state gestite le indagini sul caso di Gianluca Fanesi, il tifoso della Sambenedettese violentemente colpito con un manganello alla nuca da un agente di polizia fuori dallo stadio di Vicenza nel 2017. Trauma che gli avrebbe provocato conseguenze permanenti. Dalla Cedu l'ennesimo richiamo al nostro Paese al rispetto dei diritti fondamentali”.La senatrice ricorda come il procedimento italiano si fosse chiuso con un'archiviazione: “Nonostante le numerose testimonianze che confermavano la versione del signor Fanesi, la giustizia italiana aveva archiviato il caso. Ora la sentenza della Cedu, che riconosce il possibile uso eccessivo della forza e condanna lo Stato italiano, ristabilisce la verità”. Cucchi collega la vicenda a una proposta di legge di cui è prima firmataria, attualmente in attesa di essere calendarizzata in Parlamento: “Anche questa vicenda dimostra, ancora una volta, come sia sempre più necessario che le nostre forze dell'ordine si dotino di strumenti di identificazione e di body cam. È tempo che il Parlamento, dove è ferma una mia proposta per introdurre i codici identificativi individuali per gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico e l'utilizzo delle body cam, affronti il tema. La tutela dei diritti, la fiducia nelle istituzioni e la credibilità delle forze dell'ordine passano anche da qui”.
La Cedu condanna l'Italia per il pestaggio di Gianluca Fanesi: "L'indagine non è stata approfondita". Cucchi (Avs): "Si discuta di body cam e codici identificativi"
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che lo Stato italiano non ha svolto un'inchiesta efficace sul pestaggio subito dal tifoso sambenedettese dur









