Quello di Ankara sarà il vertice della resa dei conti. Perché l'aritmetica del bilancio sottintende in realtà quale sarà il modello futuro dell’Alleanza atlantica, comunque vada molto diverso da quello che abbiamo conosciuto. Il messaggio di Trump è chiaro: Kiev è distante da Washington, dunque è giusto delegare agli europei la soluzione del conflittoDonald Trump ritorna come un incubo a turbare il sonno di Giorgia Meloni, del governo italiano, del paese tutto. E stavolta non è per gli improperi che ama spandere a piene mani, stavolta è persino peggio. Perché attraverserà l’Atlantico sul nuovo Air Force One, si spingerà fino ad Ankara per il vertice Nato del 7-8 luglio, e batterà cassa, l’argomento che più gli interessa da quando si è insediato alla Casa Bianca. In fondo la sua presidenza è soprattutto una questione di soldi, quelli da far gGigi RivaÈ stato direttore del Giornale di Vicenza dal 2001 al 2002 e caporedattore centrale del settimanale L'Espresso dal 2012 al 2016. È stato a lungo inviato speciale nell'ex Jugoslavia e in Medioriente rispettivamente per il Giorno e L'Espresso. Ha lavorato anche al Giornale di Bergamo, Gazzettino, e D - la Repubblica delle donne. Ha pubblicato diversi libri tra cui Ingordigia, vita morte e truffe del broker dei vip (Mondadori). Il suo ultimo libro è C’era l’amore a Sarajevo (Mondadori).
L’America è sempre più lontana. Dall’Ucraina e dalla Nato
Quello di Ankara sarà il vertice, in tutti i sensi, della resa dei conti. Perché l'aritmetica del bilancio sottintende in realtà quale sarà il modello futuro dell’Alleanza atlantica, comunque vada molto diverso da quello che abbiamo conosciuto. Il messaggio di Trump è chiaro: Kiev è distante da Washington, dunque è giusto delegare agli europei la soluzione del conflitto











