L'estate comincia davvero quando un tavolino si riempie di amici, il ghiaccio tintinna nel bicchiere e il sole scende lentamente verso il mare. È il momento dell'aperitivo, un rito tutto italiano che profuma di libertà, conversazioni senza fretta e piccoli assaggi da condividere. Anche in Sicilia questo appuntamento quotidiano diventa quasi un'arte: una terrazza affacciata sulle Eolie, un vicolo di Ortigia, il lungomare di Cefalù o una piazza barocca a Noto bastano a trasformare un semplice drink in un'esperienza.
Tra tutti i cocktail che accompagnano questo momento, ce n'è uno che più di ogni altro è diventato il simbolo della bella stagione: lo Spritz. Fresco, leggero, colorato, conviviale. Ma dietro quel bicchiere arancione si nasconde una storia che attraversa due secoli e racconta un pezzo d'Europa.
Dallo "spruzzo" d'acqua al cocktail più famoso d'Italia
Per trovare le origini dello Spritz bisogna tornare nella prima metà dell'Ottocento, quando il Veneto faceva parte dell'Impero Austriaco. I funzionari e i soldati dell'esercito imperiale, poco abituati alla struttura e alla gradazione dei vini veneti, iniziarono a chiedere agli osti di "alleggerirli" con una spruzzata di acqua fresca o frizzante.









