di

Ruggiero Corcella

L'Organizzazione mondiale della sanità avvia il reclutamento dei pazienti per il trial PARTNERS nella Repubblica Democratica del Congo. In attesa di un vaccino, saranno valutati un anticorpo monoclonale, l'antivirale remdesivir e la loro combinazione

Mentre il virus Ebola continua a diffondersi nella Repubblica Democratica del Congo nella Repubblica Democratica del Congo, con una media di 38 nuovi casi confermati al giorno nelle ultime due settimane, e il bilancio dell'epidemia da virus Bundibugyo continua ad aggravarsi, con oltre 1.406 casi confermati e 438 decessi , la comunità scientifica accelera la ricerca di una cura. In attesa di un vaccino, infatti, è iniziato l'arruolamento dei pazienti (il primo, oggi) nello studio clinico internazionale PARTNERS, (Platform Adaptive Randomised Trial for New and Repurposed Filovirus TreatmentS) la prima sperimentazione progettata per individuare un trattamento efficace contro questa forma di Ebola, per la quale oggi non esistono terapie approvate. Il trial metterà alla prova due strategie terapeutiche: l'anticorpo monoclonale MBP134 (un cocktail di due anticorpi monoclonali sperimentali a «pan-ebolavirus», progettato per neutralizzare efficacemente tutti i virus del genere Ebolavirus noti) e l'antivirale remdesivir, (che agisce bloccando l'enzima RNA polimerasi, impedendo la replicazione del virus all'interno delle cellule. In Europa e in Italia è approvato per il trattamento della COVID-19), sia singolarmente sia in combinazione, per verificare se possano migliorare la sopravvivenza dei pazienti. Lo studio è promosso dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed è coordinato dall'Institut National pour la Recherche Biomédicale (INRB) della Repubblica Democratica del Congo, dall'Institute of Tropical Medicine del Belgio e dall'Università di Oxford, insieme a partner scientifici, clinici e umanitari internazionali, con il sostegno dell'Africa CDC.