A Catia la Mar sono rimasti in piedi solo tre palazzi dei 193 che aveva costruito il governo. La leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, non è ancora rientrata in Patria. Come sta rispondendo la classe politica venezuelana all’emergenza umanitaria dopo il terremoto? Il voto è, ancora un miraggio?

È trascorsa più di una settimana da quando due terremoti hanno distrutto la costa del Venezuela. Secondo la Nasa, sono circa 60.000 i palazzi danneggiati e crollati. A Catia la Mar, nella località La Guaira, sono rimasti in piedi solo tre palazzi dei 193 che aveva costruito il governo nella missione sociale della zona residenziale Hugo Chávez. Vivevano 7000 persone.

Giorni dopo le strutture abitative continuano a collassare. Ma i lavori di soccorso non si fermano perché, a quasi 200 ore dalle scosse, ancora si sentono voci, urla, segni di vita da sotto le macerie. Da El Salvador alla Georgia, più di 24 Paesi hanno inviato i suoi migliori esperti in lavori di recupero e soccorso per aiutare le vittime e anche per dissotterrare i corpi senza vita e consegnarli ai loro famigliari.

Le operazioni dell’Aeroporto internazionale di Maiquetía, anche questo collassato con il sisma, sono sotto il controllo degli americani per garantire l’arrivo degli aiuti internazionali. Le operazioni umanitarie degli Usa sono sotto la sorveglianza del generale Marine Kevin J. Jarrard e il Dipartimento della Guerra americano.