di Micol Sarfatti
Sulla copertina del nuovo numero di 7, il magazine del Corriere (in edicola e edizione digitale il 3 luglio), Ferruccio de Bortoli racconta perché l’Unione può, e deve, essere ancora forte; Luigi Di Maio rompe un lungo silenzio in occasione dei suoi 40 anni.
L’ Europa soffre, l’Europa è in crisi, l’Europa schiacciata tra la superpotenza americana, quella cinese e i disequilibri internazionali. L’Europa sempre davanti a un bivio. Eppure, l’Europa è indispensabile. Sulla copertina di 7 , il magazine del Corriere, domani in edicola e edizione digitale, Ferruccio de Bortoli racconta perché l’Unione può, e deve, essere ancora forte.
Il suo viaggio parte dalla comunità ladina, che parla la terza lingua delle Dolomiti ed è sparsa su tre province, Bolzano, Trento e Belluno. Soffermarsi su una piccola comunità permette di allargare lo sguardo a una delle forze dell’Europa: l’essere una unione di minoranze. «Diffusa è la sensazione che l’Unione europea le abbia annacquate, omologate, addirittura calpestate. Uno dei peggiori pregiudizi. Ma di grande successo e popolarità. In realtà è l’esatto contrario», nota de Bortoli. «L’Unione europea è la struttura politico-istituzionale che garantisce di più le minoranze. Anzi, è la più grande unione di minoranze al mondo. E dovremmo esserne fieri. Se soltanto ragionassimo, per un attimo, su quale indiscutibile traguardo di civiltà rappresenti questa Unione di minoranze forse saremmo disposti a perdonare qualche errore di troppo nella costruzione europea».







