Intervista con l'economista dell'Istituto universitario europeo di Fiesole sull'Europa di oggi; sulle divisioni interne con "il calendario elettorale del 2027 che accorcia drasticamente l'orizzonte politico, con rischi anche sistemici"; sulle liti con Trump che "mi ricorda un moderno Conte Ugolino che divora, uno dopo l'altro, i propri figli"; sulla necessità di "dotare davvero l'Unione degli strumenti necessari", perché "l'Italia, da sola e fuori da un orizzonte europeo, sostanzialmente non conta nulla"

Dopo dieci anni esatti, il referendum sulla Brexit continua a “pesare sulla classe dirigente britannica e continuerà a farlo”, dice Marco Buti in questa intervista a Huffpost che tira le somme dell’ultimo summit europeo prima della pausa estiva, la scorsa settimana a Bruxelles, mentre a Londra Keir Starmer si iscrive alla lunga lista di primi ministri britannici dimissionari. Una cosa la Brexit l’ha insegnata però, continua l’ex direttore generale per gli Affari economici e finanziari dell'Unione Europea, ora titolare della cattedra Tommaso Padoa-Schioppa all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole.