Roma, 15 giugno 2026 – A margine della Conferenza sull'Europa del futuro, organizzata dal think tank Vision a Siena, l'ex premier italiano Romano Prodi ha rilasciato a Focus Europe un'intervista in cui affronta senza filtri il nodo della sovranità condivisa, il tramonto dell'asse transatlantico e la regola dell'unanimità che, a suo avviso, è il vero cancro dell'integrazione europea.
Nel 2027 andranno a votare Francia, Italia, Spagna, Polonia, Grecia, Finlandia, Estonia, Slovacchia, circa due terzi degli europei. Qual è la posta in gioco di tutte queste elezioni nazionali?
“Ognuno ha la posta nazionale in gioco, ma c’è una posta in gioco comune, la continuazione del processo di integrazione europea o meno. Sia chiaro: non ci sarà nessuna uscita di nessun Paese dall’Unione Europea. Non conviene, e i popoli lo sanno benissimo. L’unico caso è stato quello della Gran Bretagna, ma sotto questo aspetto è un vaccino, perché l’insuccesso della Brexit fa sì che non uscirà mai più nessuno dall’Unione. Però, un’eventuale vittoria di partiti antieuropei significa avere un’Europa che rimane poco di più di un’area di libero scambio. E sarebbe una tragedia, perché un’Europa azzoppata ci impedisce di avere un qualsiasi ruolo nel mondo”.







