La nuova indagine sull’omicidio della ragazza di Potenza, avvenuto nel 1993, potrebbe chiarire eventuali concorsi, favoreggiamento o connivenze, anche in merito all’occultamento del corpo nel sottotetto della chiesa della Trinità
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Il procuratore di Potenza fornisce un indizio sulla conferma della notizia, data nella puntata di ieri di “Chi l’ha visto?”, dal fratello di Elisa Claps, la 16enne scomparsa il 12 settembre 1993 e i cui resti sono stati trovati solo il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Trinità nel capoluogo lucano. Gildo Claps ha infatti annunciato: “Da due anni la procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità”. Le indagini sarebbero contro ignoti.Camillo Falvo, procuratore di Potenza, non ha né confermato né apertamente smentito all’Ansa le parole di Gildo Claps, affermando che “ci sono alcuni casi che meritano una piena verità, al di là dell’aspetto prettamente giudiziario, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie”. Pare tuttavia che negli ultimi mesi i carabinieri dei Ris avrebbero effettuato nuovi accertamenti tecnici scientifici nel sottotetto della chiesa, avvalendosi di nuove tecnologie.Il caso della scomparsa di Elisa Claps registrò molte resistenze, sebbene l’opinione pubblica avrebbe sospettato dal primo momento dell’uomo che l’avrebbe vista per l’ultima volta e che poi è stato riconosciuto dalla giustizia come assassino: Danilo Restivo, 21 anni all’epoca dei fatti, successivamente indagato e condannato per false dichiarazioni ai pm e autore nel 1999 di una mail di depistaggio in cui si affermava che Elisa Claps fosse in Sudamerica. Ora si cercano persone che potrebbero aver concorso al delitto con Restivo.La svolta nel caso Claps arriva nel 2002 e da Oltremanica: la sarta Heather Barnett viene uccisa a Bournemouth, nel Regno Unito. La donna era vicina di casa di Restivo, che si era trasferito nel piccolo centro britannico: il killer fu condannato poi nel 2011 per l’omicidio della sarta e le indagini inglesi fecero emergere informazioni sul modus operandi, che contemplava ciocche di capelli di altre persone sulla scena del crimine e, analogamente, il taglio di ciocche di capelli della vittima. Alcune ragazze di Potenza, all’epoca della scomparsa di Elisa Claps, parlarono di quest’abitudine di Restivo, di tagliare ciocche di capelli alle ragazze sui mezzi pubblici.Il caso Barnett prima e il ritrovamento del corpo, a seguito di alcuni lavori nel sottotetto della chiesa della Trinità, permisero la riapertura delle indagini in Italia, indagini che portarono anche qui a una condanna definitiva a 30 anni di Restivo nel 2014, a oltre 20 anni dall’omicidio.










