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Guido Tortorelli

La ragazza scomparve 33 anni fa, il cadavere fu trovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Per l'omicidio è stato condannato a 30 anni Danilo Restivo

Trentatré anni dopo la scomparsa di Elisa Claps e sedici dal ritrovamento del suo corpo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, la Procura del capoluogo lucano torna a indagare su uno dei capitoli rimasti più oscuri della vicenda: le eventuali complicità che avrebbero consentito di occultare il cadavere della ragazza per quasi diciassette anni. Un fascicolo — al momento contro ignoti — con l’ipotesi di concorso in omicidio, per accertare eventuali responsabilità rimaste finora senza nome è stato aperto da due anni. Fatto che non era noto è che è stato rivelato mercoledì dal fratello di Elisa, Gildo, a Chi l’ha visto?.

Elisa Claps aveva 16 anni quando, il 12 settembre 1993, uscì di casa per raggiungere la Chiesa della Santissima Trinità, dove avrebbe dovuto incontrare Danilo Restivo, 21enne di cui era amica e che poi fu condannato per il delitto. Da quel momento si persero le sue tracce. Per quasi diciassette anni il suo corpo rimase nascosto nel sottotetto della stessa chiesa, fino al ritrovamento del 17 marzo 2010. Per Restivo la pena in via definitiva fu di trent’anni di reclusione. Nel frattempo si era trasferito nel Regno Unito, dove nel 2002 uccise la vicina Heather Barnett, delitto per il quale sta scontando l’ergastolo.