Augusto Gatti nella sua vita ha fatto mille mestieri. Il cavatore, il contadino, persino l'autista del governatore della Banca d'Italia Guido Carli, ma quell'anno da capotreno sulla cremagliera che da Bolzano saliva al Renon, gli resta attaccato addosso, indelebile. Oggi, che di anni ne ha 88, questo bronzolotto dal fisico solido e la mano a tenaglia. si aggrappa ancora a una foto in bianco e nero. Cinque uomini, quattro in divisa, uno in "borghese", pantaloni e camicia. Stazione a valle del trenino del Renon, dove oggi - grosso modo, c'è quella della funivia. Agosto 1962, c'è scritto sul dorso in corsivo, a matita. E sotto: io, capotreno, Gatti Augusto. Frenatore Silvio Daccordo. Capostazione sig. Pozzi. Macchinista di vettura, Quinz Candido. Manovale di stazione, Marchi. «Nella foto manca solo Bortolotti Ludwig, il macchinista del locomotore». Gatti ha due striscette sul cappello, i gradi di capotreno. «Il macchinista ne aveva tre, il frenatore una, il capostazione portava invece le freccette d'oro». Come nell'esercito. Perché quello era un lavoro duro, difficile, rischioso. «Avevi in mano la vita delle persone. C'era poco da scherzare. Avevo 24 anni - prosegue Gatti -. Avevo presentato domanda alla Sasa come autista dei bus. Mi hanno preso al volo. Non passano tre giorni che mi convocano in direzione. Che cristo ho combinato, penso. E invece...». Il capo del personale gli fa con un tono da marcia su Roma: «Gatti!, ci serve subito, urgente, dico urgentissimo, un capotreno sulla ferrovia del Renon. Se accetti, ci fai un favore enorme». Gatti è sbigottito: «Capotreno? Io? Ma non so un accidente di binari, motrici e vagoni...». Il dirigente gli piazza una mano paterna sulla spalla: «Tranquillo Gatti, ti facciamo fare un corso noi. Una robetta veloce. Anzi: velocissima. Non ti preoccupare: la prossima settimana te sei capotreno».
L’ultimo capotreno: ogni corsa era una sfida
Augusto Gatti, 88 anni, era in servizio sulla storica ferrovia del Renon: i turni, la disciplina, gli incidenti e un mestiere che richiedeva sangue freddo






