| 2 Luglio 2026 14:03 |
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(Adnkronos) – “Il paziente viene sottoposto a numerosi esami, che consentono di valutare ogni singolo parametro del suo occhio, compreso il film lacrimale, il diametro e la cinetica pupillare e le caratteristiche della cornea. In questo modo, possiamo capire se si tratti di una cornea regolare e operabile, oppure no. Se si tratta di una miopia lieve, qualora gli altri parametri corneali lo consentano, la scelta tendenzialmente ricade sull’intervento laser. In presenza di miopie più elevate, invece, laddove il trattamento laser diventi più invasivo e soprattutto in presenza di forme di dislacrimia, cornea irregolare o ectasia corneale (alterazione della cornea ndr.), la scelta va a vantaggio dell’applicazione dell’impianto delle lenti Icl”.
Lo spiega Guido Prigione, oculista di Verona specializzato in chirurgia refrattiva, illustrando il percorso decisionale tra laser e Icl, basato, appunto, su una serie di esami specifici che analizzano cornea, pupilla e altri parametri anatomici. Le lenti intraoculari Icl, che rappresentano ad oggi una delle principali alternative alla chirurgia laser per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia anche moderati, in particolare quando la struttura della cornea non consente l’utilizzo del laser.







