Per milioni di persone la cataratta è il momento in cui il mondo comincia a spegnersi lentamente. I contorni si sfumano, la luce cambia, leggere, guidare, riconoscere un volto diventano gesti meno semplici di prima. Ora, però, nella chirurgia più eseguita d’Italia entra un alleato nuovo: l’Intelligenza Artificiale.

Non sostituisce il medico e non decide al suo posto, ma gli offre una mappa dettagliatissima dell’occhio e lo aiuta a intervenire con una precisione ancora più alta. È questo il salto compiuto dall’Irccs di Negrar (Verona), primo in Italia ad adottare una piattaforma di ultima generazione che integra IA, robotica avanzata ed esperienza chirurgica nel trattamento della cataratta.

Un problema che riguarda milioni di persone

La cataratta è una patologia molto comune, soprattutto con l’avanzare dell’età, ma il suo impatto sulla qualità della vita resta spesso sottovalutato. Vedere bene non significa solo leggere o guardare la televisione: significa muoversi in sicurezza, mantenere autonomia, restare in relazione con gli altri.

“La cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio - spiega Grazia Pertile, direttrice oculistica Irccs di Negrar -. Con il tempo, l’alterazione delle proteine rende questa lente meno trasparente, impedendo alla luce di raggiungere la retina. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cataratta è la principale causa di cecità e disturbi visivi al mondo, con circa 20 milioni di persone che hanno perso la vista a causa di questa patologia”. In Italia l’intervento di cataratta è il più eseguito in assoluto, con circa 650mila procedure l’anno, un numero destinato a crescere nei prossimi anni anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione.