Il direttore Francesco Calabrò, dell’U.O.C. di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, e la sua équipe composta dagli infermieri Angela Cennamo e Francesco Spera, dall’ortottista Gaetano Fioretto e dalla dottoressa Flavia Chiosi hanno eseguito un intervento innovativo ad una paziente affetta da maculopatia legata all'età, che per tenere a freno la malattia, doveva sottoporsi a delle iniezioni repentinamente. Sono stati loro a migliorarle la vita, perchè per la prima volta in Campania, sono riusciti a impiantare con successo un dispositivo innovativo, chiamato Port Delivery System (PDS). «Si tratta di un piccolissimo serbatoio – spiega il dottor Calabrò – impiantato chirurgicamente nella parete dell’occhio, che rilascia in modo continuo un farmaco anti-VEGF usato per patologie come la degenerazione maculare senile neovascolare, detta anche umida».
Il Centro dell’Azienda Ospedaliera dei Colli si conferma ancora una volta tra i più importanti d’Italia, un punto di riferimento al quale i pazienti possono accedere per fruire delle più avanzate opzioni terapeutiche oggi disponibili. Non a caso, la paziente – di circa 70 anni – è stata selezionata nell’ambito di uno studio clinico multicentrico internazionale di fase III.«Questo risultato – sottolinea la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – conferma la capacità dei nostri professionisti di portare ai pazienti innovazione, competenze e terapie all’avanguardia. È un intervento che conferma ulteriormente il ruolo dell’Azienda dei Colli come centro di riferimento per percorsi di cura ad alta specializzazione, nei quali la ricerca clinica si traduce concretamente in nuove opportunità per i cittadini».Per Rosa (nome immaginario della paziente), e per i pazienti che in futuro potranno beneficiare di questa tecnologia, l’intervento significa passare da una terapia vissuta come appuntamento ricorrente e invasivo a una gestione più stabile e programmata della malattia. Nelle patologie della retina, come la degenerazione maculare umida, molti pazienti devono sottoporsi a iniezioni intravitreali ripetute, talvolta anche mensili o comunque frequenti.Il Port Delivery System nasce per ridurre questo carico: è un impianto ricaricabile che rilascia il farmaco in modo continuo e può richiedere ricariche molto più distanziate, anche a distanza di 24 settimane.









