Firenze, 7 luglio 2026 – L'ipnosi entra sempre più spesso in sala operatoria e diventa un valido alleato dell'anestesia tradizionale nelle procedure cardiologiche più complesse. Accade all'ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze, dove da circa due anni questa tecnica viene impiegata con risultati incoraggianti e dove, finora, è stata utilizzata con successo in 15 interventi. Un'esperienza che potrebbe presto aprire nuovi scenari non solo per la cardiologia dell'ospedale fiorentino, ma anche per altre strutture dell'Asl Toscana centro.

Ipnosi usata durante le complesse operazioni al cuore

Il progetto nasce all'interno della struttura complessa di Cardiologia diretta da Tania Chechi e riguarda l'utilizzo dell'ipnosi clinica durante procedure cardiologiche complesse e invasive. L'ipnosi viene integrata con una gestione analgesica che rende ancora più efficace il lavoro dell'anestesista e contribuisce a migliorare i cosiddetti PROMs (Patient-Reported Outcome Measures), cioè gli indicatori basati sulla percezione del paziente. Gli interventi vengono eseguiti grazie alla collaborazione tra il team anestesiologico dedicato alle procedure cardiologiche, diretto da Simone Cipani, e il personale infermieristico coordinato da Alice Zanchi. Il progetto, avviato inizialmente da Marzia Giaccardi nell'ambito dell'elettrofisiologia, oggi è stato esteso anche alla cardiologia interventistica strutturale e al trattamento delle occlusioni coronariche croniche. Nel frattempo, poi, il gruppo si è ampliato con la formazione di due nuovi professionisti specializzati nella metodica: la cardiologa Elena Crudeli e l'infermiera Laura Benucci.