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6 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:55

Operare un paziente oncologico “da sveglio” non è solo una sfida tecnica: è un cambio di paradigma. Alle Ospedale Molinette, un uomo di 76 anni affetto da una neoplasia sanguinante del colon destro – e considerato inoperabile altrove per una grave insufficienza respiratoria – è stato sottoposto con successo a un intervento complesso senza ricorrere all’anestesia generale. Il caso rappresenta un esempio avanzato di integrazione tra chirurgia, anestesia loco-regionale e ipnosi clinica, aprendo nuove prospettive per i pazienti fragili esclusi dai protocolli standard.

Nel paziente, il principale fattore di rischio era rappresentato dalla compromissione respiratoria. In condizioni normali, un intervento di emicolectomia destra — ovvero l’asportazione della porzione destra del colon — richiede anestesia generale e ventilazione meccanica. Ma proprio la ventilazione artificiale avrebbe potuto causare complicanze gravi e imprevedibili, fino all’insufficienza respiratoria post-operatoria. In questi casi, il rischio anestesiologico può superare il beneficio chirurgico, rendendo l’intervento impraticabile. Per superare questo limite, il team guidato da Mario Morino ha sviluppato un protocollo personalizzato definito “awake”, cioè con paziente sveglio.