Secondo gli esperti il primo passo per usare meno il telefono è smettere di darsi la colpa: le applicazioni degli smartphone sono progettate per ingabbiare gli utenti
Secondo un recente sondaggio condotto da Deloitte, il 70% degli intervistati ha dichiarato di trascorrere troppo tempo al telefono. E da tempo c’è chi ha iniziato a parlare di una vera e propria dipendenza. Ma per iniziare a usare meno il telefono, soprattutto i social, è indispensabile accettare il fatto che le piattaforme sono progettate per consumare più tempo possibile. Da qui si può iniziare a farci qualcosa.
Il primo passo: la consapevolezza
Le piattaforme social sono progettate per assorbire completamente l’attenzione degli utenti perché più tempo si passa sulla piattaforma, più pubblicità vengono mostrate. Da un paio d’anni, oltre agli annunci, sono arrivati gli shop su queste app, quindi, all’aumentare del tempo trascorso a scrollare, aumentano le probabilità di acquisto e le percentuali di guadagno dei colossi della tecnologia. L’altra massima che regola il funzionamento di tutti gli algoritmi è che la gioia vende molto poco. Un contenuto speranzoso o allegro non genera neanche lontanamente lo stesso volume di interazioni (e quindi di spesa) di uno violento, iroso o indignato. Ecco che, restando nelle sfere di interesse dell’utente, le piattaforme servono fiumi inesauribili di contenuti pensati per attivare le parti irose di chi guarda. Il problema è che dietro la rabbia, spesso, si nasconde della tristezza, in particolare davanti all’ingiustizia. Quindi per non cadere nella valle della malinconia di quando si decide di interrompere il flusso, l’utente medio prolunga il tempo a monte, dove ci sono rabbia e indignazione, allungando il tempo trascorso sull’applicazione.







