Secondo i dati Istat, circa l'85% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizza lo smartphone ogni giorno e oltre un quarto supera le otto ore di utilizzo quotidiano.

Numerosi studi scientifici evidenziano come l'uso intensivo dei dispositivi digitali possa essere associato a fenomeni di ansia, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, confronto sociale continuo e maggiore vulnerabilità emotiva.

Questo uso sempre più precoce e intensivo degli smartphone rischia di trasformarsi in una vera emergenza di salute pubblica: per questo l'impatto delle tecnologie digitali sul benessere psicologico delle nuove generazioni deve essere affrontato con maggiore determinazione da istituzioni e decisori pubblici. È quanto sostiene l'Associazione Unitaria degli Psicologi italiani (Aupi), secondo cui la risposta deve tradursi in politiche concrete capaci di accompagnare famiglie e ragazzi, come l'educazione digitale nelle scuole, che va svolta attraverso programmi strutturati che insegnino ai giovani a gestire in modo critico e responsabile l'utilizzo delle piattaforme social. Allo stesso tempo, è necessario promuovere campagne nazionali di informazione rivolte ai genitori, soprattutto per quanto riguarda l'uso dei dispositivi nei primi anni di vita, fase particolarmente delicata per lo sviluppo cognitivo ed emotivo.