In Germania si diffondono i software di ia che aiutano a compilare la dichiarazione dei redditi. L’ordine dei commercialisti ha fatto causa alle aziende che li producono

Una volta un commercialista doveva chiedere a un suo collaboratore di cercare manualmente le sentenze su un caso specifico o andare a vedere cos’era stato scritto su un tema particolare; oggi lo fa l’intelligenza artificiale (ia) in pochi secondi. “Ha cambiato il nostro lavoro. Le attività ripetitive le facciamo svolgere all’ia”, afferma Harmut Schwab, presidente della camera federale dei consulenti fiscali, l’organizzazione di categoria in Germania. Anche la Datev, l’azienda tedesca che fornisce informazioni e software usati da molti commercialisti, ormai offre ai suoi utenti numerose applicazioni d’ia.

Si potrebbe quasi dire che la camera dei consulenti fiscali stia approfittando della rivoluzione dell’ia. Il settore soffre di una pesante carenza nell’offerta di professionisti. I grandi studi ormai selezionano la clientela in base a quanto li fa guadagnare. I consulenti che lavorano da soli sono meno ricercati. Ma è proprio a questi che si rivolge la startup Accountable con il suo “consulente fiscale basato sull’ia”. A quanto dice l’azienda, si tratta di un sistema esperto di normativa fiscale tedesca e continuamente perfezionato da commercialisti in carne e ossa.