La Germania accelera sulla digitalizzazione dei controlli Iva e segue la strada già tracciata dall’Italia. Il piano d’azione presentato il 16 luglio dal ministro federale delle Finanze e dal ministro federale della Giustizia prevede la realizzazione di una piattaforma nazionale dei dati fiscali, l’introduzione della rendicontazione Iva in tempo reale e l’impiego dell’intelligenza artificiale per individuare le frodi.

I dati della Commissione europea spiegano l’accelerazione impressa da Berlino alla digitalizzazione dei controlli. Nel 2023 la Germania ha registrato un gap Iva (la differenza tra gettito atteso e quello effettivamente riscosso) di 31,3 miliardi di euro, pari al 9,7% dell’Iva teoricamente dovuta, collocandosi al 17° posto tra gli Stati membri dell’Unione europea, ma risultando il primo Paese in Ue per gettito perso in termini assoluti. L’Italia rimane più indietro (è al 22°), con un gap del 15% (25 miliardi di euro), ma ha ridotto il divario rispetto al 19,3% del 2019.

Superare il frazionamento dei Länder e il ruolo dell'intelligenza artificiale

Il progetto affronta uno dei principali limiti del sistema tedesco: la frammentazione dell’amministrazione tributaria tra i 16 Länder, che finora ha impedito la creazione di una banca dati nazionale analoga a quelle già operative in altri Paesi europei. Il piano prevede quindi l’istituzione di un nuovo centro di analisi incaricato di raccogliere in un’unica piattaforma le informazioni fiscali detenute dalle amministrazioni federali e regionali.