Artificial Intelligence, official time ‘keeper’ o, meglio, ‘saver’ dei liberi professionisti. Per quasi una Partita Iva su due (48%) a guidare l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) è proprio il risparmio di tempo. In particolare, adottata ormai da otto professionisti su dieci, nel 72% dei casi resta un assistente che contribuisce ad alleggerire il carico di lavoro mentre solo nel 28% viene coinvolta nelle decisioni strategiche. A rivelarlo uno studio realizzato dalla ‘tech company’ Fiscozen che ha coinvolto un campione di 2.200 Partite Iva provenienti da tutti i settori nei quali si fa uso di tecnologia e concentrate nei cluster 18-34 anni e 35-44 anni. A fronte di un 9% di intervistati che si rifiuta di implementarla, l’IA viene usata prevalentemente per fare ricerche approfondite e analisi di grandi volumi di dati (33%), scrivere contenuti e fare traduzioni (25%), stimolare nuove idee (14%) e generare immagini (12%). E nonostante sia sempre più diffuso l’impiego dell’IA agentica che, di fatto, le assegna lo svolgimento in completa autonomia di alcuni compiti, il 69% del campione non teme in futuro la sostituzione professionale da parte dell’IA anche se il 19% dei rispondenti ritiene verosimile che nell’immediato futuro si riducano le opportunità di lavoro o i compensi.
L'IA conquista le Partite Iva: otto professionisti su dieci la usano già
Secondo un'indagine Fiscozen, quasi sette liberi professionisti su dieci non temono di essere sostituiti dall'Intelligenza Artificiale






