L'uomo, 43 anni, non si è fermato a un posto di blocco, dando il via a una folle fuga in scooter terminata con uno schianto davanti a un'auto dei carabinieri. Era stato condannato per l'omicidio dell'ultrà pescarese Domenico Rigante, avvenuto nel 2012

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Uno schianto fatale al culmine di una fuga dopo non essersi fermato a un posto di blocco. Così è morto Massimo Ciarelli, 43enne italiano pregiudicato. L’incidente è avvenuto la sera del 1° luglio tra i territori di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi, in provincia di Pescara.

Chi era Massimo Ciarelli

Ciarelli era stato condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio nel 2012 dell'ultrà del Pescara Domenico Rigante. La condanna era poi stata ridotta a 17 anni dopo l'annullamento dell'aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d'assise d'appello di Perugia. Nel 2025 aveva ottenuto la semilibertà e di sera doveva rientrare in carcere. La sera dell'omicidio, Rigante era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, a Pescara, quando Ciarelli, in una vera e propria spedizione punitiva, arrivò insieme a due suoi cugini. Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì.