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Ignazio La Russa candidabile alla presidenza della Repubblica dopo Sergio Mattarella? È questa la domanda che ha acceso lo scontro televisivo tra Gennaro Sangiuliano e Ginevra Bompiani nella puntata dell'1 luglio 2026 di L'Aria Che Tira, il programma di La7 condotto da David Parenzo. Uno scontro, più che un confronto, che ha toccato anche il caso editoriale del Mein Kampf pubblicato dalla casa editrice Bompiani e il recente manifesto della cosiddetta "Repubblica tecnologica" di Palantir, l'azienda che sta tentando di ridefinire il rapporto tra innovazione, potere e valori segnando una rottura con la Silicon Valley libertaria.
Il tema, va ricordato, guarda a un orizzonte non immediato. Mattarella è stato rieletto nel 2022 e il suo mandato naturale scadrebbe nel 2029, ma sarà il Parlamento eletto alle prossime politiche, salvo sorprese, a scegliere il successore. Per questo la corsa al Colle è di fatto già entrata nella campagna elettorale permanente: chi vincerà le prossime elezioni non si limiterà a governare, ma avrà un peso decisivo anche sul futuro inquilino del Quirinale.
A dare il via al confronto è stata Ginevra Bompiani, con una domanda diretta rivolta a Sangiuliano: "Il Presidente della Repubblica è la Costituzione, la deve difendere. E come fa se è di uno schieramento politico?". La replica dell'ex ministro della Cultura non si è fatta attendere: "Siamo perfettamente d'accordo, ma noi abbiamo avuto Giorgio Napolitano che era filocomunista e nel 1956 con un editoriale sull'Unità avallò l'invasione dell'Ungheria da parte dell'Unione Sovietica. Poi si scusò per questa posizione e negli anni si rivelò un degno Capo dello Stato, con cui ho avuto anche un buon rapporto". Da qui la conclusione di Sangiuliano: "Se Napolitano ha potuto farlo, per quanto mi riguarda anche La Russa può farlo benissimo", ribadendo di non nutrire alcun dubbio sul rispetto di La Russa, oggi presidente del Senato, per le istituzioni e per la Costituzione.









