Dopo la grande manifestazioni di ieri, organizzata da associazioni sarde con il sostegno delle associazioni ambientaliste nazionali e l’avvio del presidio permanente, è arrivata la notizia che - a seguito della revoca della deliberazione del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo che ne costituiva il presupposto - è stata revocata l’autorizzazione unica per il contestato progetto Tavolara Bay, sul promontorio di Cala Finanza.

Di fronte alla protesta montante, arrivata fino in parlamento con interrogazioni, il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiamato ad applicare la Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno, ha revocato l'autorizzazione Unica n. 74 del 6 febbraio 2026, che dava il via libera al progetto per super ricchi ignorando ogni tipo di vincolo ambientale e paesaggistico esistente e gli stessi strumenti urbanistici comunali di Loiri Porto San Paolo e le normative regionali.

L'assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, Francesco Spanedda, ha commentato: «La revoca dell'Autorizzazione Unica da parte del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma ciò che la Regione Sardegna sostiene fin dall'inizio: la questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali. Il Governo è costretto oggi a fare un passo indietro rispetto a una procedura che aveva imposto. La revoca dell'Autorizzazione Unica per noi costituisce una conferma: la pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie. Le regole valgono per tutti e non sono un ostacolo allo sviluppo, ma la condizione perché lo sviluppo sia legittimo e duraturo. E ribadisco: l'autonomia speciale della Sardegna non può essere aggirata. La Regione continuerà a difendere le proprie competenze costituzionali e a promuovere uno sviluppo che rispetti il territorio, gli enti locali e la certezza del diritto: è questo il modo migliore per dare fiducia ai cittadini e attrarre investimenti seri, nel rispetto delle regole. Questa vicenda dimostra anche quanto sia importante l'unità d'intenti tra istituzioni e comunità nella difesa dell'interesse pubblico e delle prerogative della Sardegna».