La manovrina? Meglio non correre. E meglio non rischiare di andare a sbattere. Eppure, due settimane fa, l'assessore all'Economia Alessandro Dagnino ha incontrato il gruppo parlamentare di Forza Italia e ha descritto i principi e i contorni di una manovra finanziaria da oltre 350 milioni, con tanto di riferimento ai mitologici “Fit”, cioè i contributi per i territori. «Le variazioni di bilancio – commentò poi il gruppo Fi - non possono essere considerate un semplice passaggio tecnico o parlamentare. Rappresentano invece uno dei momenti più importanti dell'anno per definire le priorità economiche e sociali della Sicilia e per dare risposte concrete ai cittadini».

Due giorni fa, invece, l'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha annunciato: «Nelle prossime variazioni di bilancio il governo Schifani predisporrà un finanziamento di 15 milioni di euro per incrementare le risorse destinate alla spesa per l’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata». Tutto nelle prossime variazioni. Che rischiano, però, di non essere poi così “prossime”.

Non per forza una cattiva notizia per la maggioranza. Da tanti, compreso il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno, era stato indicato il voto sul ddl come uno dei test chiave per misurarne la coesione e la possibilità di arrivare a fine legislatura. Ma il testo ancora all'Ars non si è visto. E così, la possibilità che l'esame slitti in autunno è più che concreto. Esame nella duplice accezione: per le misure contenute, ma anche per la coalizione a sostegno di Renato Schifani.