Roma. Riportarlo al passato per dargli futuro. Guardate che l’operazione per riportare Salvini al Viminale è seria, è una necessità e la prima ad avvertirla adesso è Meloni. E’ seria perché Vannacci va contrastato sulla sicurezza. E’ seria perché se crolla la Lega si rompe l’equilibrio del centrodestra. E’ seria perché c’è il rischio che Salvini, e lo dicono al governo, nel suo stesso partito, “non arrivi alla Festa di Pontida”. Meloni sta riflettendo di spostare Salvini al Viminale dopo il primo settembre, dopo aver raggiunto il record di longevità del suo governo. Potrebbe farlo consegnandogli l’interim, promuovendo Edoardo Rixi ai Trasporti e destinando Piantedosi, uomo di stato e amico leale di Salvini, a un incarico prestigioso, magari in Europa. E’ più di un’indiscrezione. E’ una riflessione in corso di Meloni perché quello che era un vecchio capriccio di Salvini può rivelarsi un’opportunità. Martedì sera si è registrato uno scontro durissimo fra Meloni, Tajani e Salvini, videocollegati, che riguarda la legge elettorale, l’emendamento sulle preferenze: Meloni intende inserirlo ma gli alleati si rifiutano di votarlo. Viene riportata una frase di Meloni rivolta a Tajani e Salvini: “Voglio vedere se votate contro i miei emendamenti”. Le preferenze emancipano campioni del voto come Fedriga, Zaia, Attilio Fontana, Durigon e tolgono a un leader fragile come Salvini quel che resta del suo potere da segretario. Meloni sa che il solo modo per avere armonia nella coalizione, sfidare sulla propaganda Vannacci, è spostare Salvini al posto di Piantedosi, un servitore che ha sempre dichiarato: “Io prendo atto se i tempi cambiano”. Il primo che ha proposto il ritorno di Salvini al Viminale è stato Giorgetti ed è impensabile che l’abbia fatto senza concordarlo con Meloni. La fermata di Salvini si avvicina e il paradosso è che Salvini ha paura di viaggiare, di perdere il capello da capo Lega: ha paura di salire sulla Viminale-Pontida.La Viminale-Pontida esiste e ha come destinazione Salvini al ministero dell’Interno. Si è mosso Giorgetti che in un Federale di partito ha dichiarato: “Chiediamo il Viminale per Salvini”. C’è un altro indizio. Tutte le volte che il Quirinale è stato usato contro Salvini, “il Colle non vuole Salvini ministro dell’Interno”, gli amici di Mattarella si sono premurati di spiegare che non esiste un veto. Salvini è stato assolto dalla pesante accusa di sequestro di persona e sta attraversando il momento più difficile da segretario. Ogni giorno deve ricordare di essere stato rieletto per quattro anni e si sta costruendo la ridotta, il partito tascabile. E’ nel suo momento da cancelleria tedesca e in Lega si fa strada questa idea: “Vuole un partito ridotto, piccolo, gestibile. Un partito come Italia viva di Renzi ma nel suo caso è Lega morta”. Mettere in sicurezza Salvini, oggi presente a Villa Taverna, all’ambasciata americana, è una priorità di Meloni e di FdI. Servirebbe un rimpasto e si dovrebbe naturalmente passare dal Quirinale ma c’è un altro percorso. Sono ipotesi di studio, ma c’è sempre della verità. Dare l’interim a Salvini e destinare Piantedosi a un grande incarico. In Europa bisogna nominare il direttore esecutivo di Europol e ci sono tre candidati forti, uno è tedesco. L’Italia dovrebbe presentare la candidatura. Meloni ha rivendicato più volte il modello Albania, come modello ormai europeo e ricorda che l’immigrazione è crollata in tre momenti: con Salvini ministro (e Piantedosi, capo di gabinetto), durante il Covid, e oggi, con Piantedosi al Viminale. Piantedosi viene ritenuto in Europa uno dei massimi esperti, un tecnico, in tema di rimpatri e immigrazione. Se l’Europa volesse potenziare Frontex, (l’Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera) ci sarebbe Piantedosi. A settembre Salvini deve portare una novità a Pontida, il suo pratone. Ci arriverà con il partito ammaccato, con l’estate drammatica dei trasporti. Il passaggio Viminale-Pontida era stato già segnalato da Augusto Minzolini sul Giornale, il primo a scrivere di questa finestra possibile. La novità è la disponibilità di Meloni. Dice alla Camera, Francesco Bonifazi di Italia Viva: “Vedrete, potrebbero chiamarlo il ministero della remigrazione”. E’ chiaramente l’inizio della sfida a destra con Vannacci. Edoardo Ziello, il vicegenerale di Futuro Nazionale pensa che “avere Salvini al Viminale ci aiuterebbe. Avremmo finalmente un partito da attaccare, la Lega. Piantedosi è un tecnico e si fa fatica ad attaccarlo”. Meloni può elevarsi ancora: può lasciare correre Salvini e Vannacci lungo l’alta velocità della cattiveria e studiare con Mattarella la vista dal Colle più alto.Carmelo Caruso