La riforma della sanità territoriale è tanto più urgente alla luce del contenzioso sul pagamento delle rette Rsa di pazienti gravemente non autosufficienti. Il rischio è creare un sistema diverso per ogni regione o comune. Quindi profondamente diseguale.

Case della comunità e gestione della cronicità

La sanità territoriale ha bisogno di essere profondamente riformata e la questione dei medici di famiglia, che ha infiammato il dibattito politico nelle ultime settimane è solo uno dei tanti nodi ancora da sciogliere, nonostante la “soluzione” di compromesso (un impegno fino a un massimo di sei ore settimanali nelle Case della comunità), raggiunta in extremis per rispettare, almeno formalmente, i target del Pnrr.

Un problema connesso e altrettanto pressante è la necessità di integrare le prestazioni sociali e quelle sanitarie, un tema che chiama ancora una volta in causa il ruolo delle Case della comunità e il bisogno di équipe multiprofessionali capaci di gestire le cronicità.

Se si continua a fare finta di nulla, il rischio è quello di una riforma di emergenza, guidata dalle decisioni dei giudici o di una privatizzazione di fatto. La scelta di cosa fare della sanità territoriale dovrebbe invece essere della politica, che deve rispondere alla domanda circa la sostenibilità finanziaria del Servizio sanitario nazionale quando le malattie croniche sono sempre più diffuse.