“Laudato si’, mi’ Signore, cum tutte le tue creature”. Nell’anno di San Francesco, il governo Meloni vuole approvare una nuova legge sulla caccia, non a caso soprannominata ‘sparatutto’. Alessandro Polinori, presidente della Lipu, ha scelto come immagine del suo profilo social un fucile con una croce rossa che lo cancella e le scritte #IoMiOppongo #NoDdlCaccia, fermiamo il disegno di legge 1552 che distrugge la natura e calpesta la Costituzione. “Chi sceglie la Lipu sceglie il binocolo e la scienza, rifiutando il piombo e la distruzione: non faremo un solo passo indietro perché la natura è un bene comune, da difendere con passione e competenza”.

Presidente, come hanno potuto?

Esiste una evidente distanza tra la sensibilità del Paese reale e l’orientamento espresso da una parte della politica. Il percorso parlamentare di questo provvedimento sta destando forte preoccupazione: vogliono dar vita a un inaccettabile regalo alle lobby venatorie attraverso un testo che opera un totale ribaltamento concettuale, pretendendo di accreditare i cacciatori nel ruolo di “bioregolatori” della fauna e l’attività venatoria come uno strumento di conservazione. Come hanno potuto? Scegliendo di non tenere in debito conto i severi richiami della Commissione Europea, i pareri scientifici espressi dall’Ispra e le motivate preoccupazioni inviate al Presidente della Repubblica, oltre alla contrarietà della stragrande maggioranza dei cittadini. L’eventuale approvazione del ddl 1552 si porrebbe in netto contrasto con lo spirito dell’Articolo 9 della Costituzione, che impone la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Chi sostiene questo testo si assume la responsabilità di un provvedimento privo di basi scientifiche, fortemente impopolare e destinato a far arretrare la tutela della fauna nel nostro Paese.