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9 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:03
Fucili tutto l’anno, nel mirino specie a forte rischio estinzione, cacciatori definiti come i protettori della biodiversità e non un metro quadrato in più per le aree protette. Anche per la sinistra, almeno in alcune realtà, la fauna selvatica deve sottostare al profitto. E, di conseguenza, la tutela ambientale agli interessi economici. È ciò che dimostra la Regione Toscana, guidata dal centrosinistra, a colpi di calendari venatori in favore delle doppiette e, da ultimo, attraverso il Piano faunistico venatorio regionale.
Andiamo con ordine. Il Piano è stato adottato lo scorso luglio, venerdì 7 novembre sono scaduti i termini per presentare le osservazioni da parte di associazioni e cittadini e ora la nuova Assemblea – che nel frattempo ha sospeso i lavori per le elezioni, con la riconferma di Eugenio Giani (Pd) – avvierà l’iter per l’approvazione definita. Approvazione, da quanto si apprende, che dai vertici della Regione viene vissuta come urgente. Già, perché se è vero che il disegno di legge Malan che vuole stravolgere la 157/92 (la legge sulla tutela della fauna selvatica e il prelievo venatorio) è fermo in commissione al Senato – e prima del nuovo anno, con buona certezza, non verrà preso in considerazione – è altrettanto vero che gli interessi locali del mondo agricolo, di quello venatorio e di quello degli armieri vanno salvaguardati.






